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La differenza in una riga
Con Google Ads paghi per comparire subito in cima ai risultati: smetti di pagare, sparisci. Con la SEO lavori per comparire tra i risultati non a pagamento: ci vuole tempo, ma la posizione resta anche quando smetti di investire.
Detta così sembra che la SEO sia sempre preferibile. Non è così, e il motivo è che le due cose rispondono a esigenze diverse: una risolve un problema di oggi, l'altra costruisce una posizione per i prossimi anni.
Quando conviene Google Ads
La pubblicità a pagamento ha senso in situazioni riconoscibili.
Hai bisogno di risultati adesso. Un'attività appena aperta, una stagione che sta per iniziare, un prodotto da lanciare: la SEO non arriva in tempo. Gli annunci sì, nel giro di ore.
Vuoi testare prima di investire. Non sai se un servizio ha mercato nella tua zona? Due settimane di annunci ti dicono quante persone lo cercano davvero e cosa scrivono per trovarlo. È ricerca di mercato che costa poco e dà dati reali, utilizzabili poi per impostare il lavoro organico.
Lavori su periodi concentrati. Un hotel stagionale, un negozio con picchi legati alle festività, un evento: gli annunci si accendono e si spengono quando serve.
Il margine regge il costo. Se un cliente acquisito vale qualche migliaio di euro, pagare qualche euro per clic ha senso anche con tassi di conversione modesti. Se vendi prodotti da quindici euro con margini stretti, i conti diventano difficili.
Quando conviene la SEO
Il posizionamento organico è l'investimento giusto quando il tempo gioca a favore.
Il tuo settore ha ricerche costanti. Se ogni mese ci sono persone che cercano quello che fai, una buona posizione porta contatti continui senza costo per clic. È il caso della maggior parte dei servizi professionali e artigianali.
Puoi aspettare qualche mese. I primi movimenti si vedono di solito dopo due o tre mesi, i risultati consistenti dopo sei o più. Se questa attesa è sostenibile, l'investimento rende molto più della pubblicità nel lungo periodo.
Vuoi costruire autorevolezza. Comparire tra i risultati organici comunica qualcosa di diverso da un annuncio: molte persone si fidano di più di chi Google mostra «perché è rilevante» rispetto a chi ha pagato per essere lì.
Lavori su un territorio. La SEO locale — comparire nelle ricerche «vicino a me», nelle mappe, nelle ricerche con il nome della città — è spesso il modo più efficace per un'attività che serve una zona precisa.
I due insieme funzionano meglio
La contrapposizione tra i due è in parte artificiale: nella pratica si rafforzano a vicenda.
Gli annunci danno dati immediati su cosa cercano le persone e quali parole convertono: informazioni preziose per orientare il lavoro SEO, che altrimenti procede su ipotesi. Nel frattempo la SEO cresce e, man mano che le posizioni organiche migliorano, si può ridurre la spesa pubblicitaria su quelle stesse ricerche.
Uno schema che funziona bene: si parte con annunci mirati per generare contatti da subito, si usa quello che si impara per costruire i contenuti giusti, e dopo sei-dodici mesi la componente organica sostiene una parte crescente del traffico.
Quanto costano davvero
Sui costi girano cifre poco utili, perché dipendono dal settore. Qualche riferimento concreto.
Google Ads: il costo per clic varia enormemente. In settori poco concorrenziali si sta sotto l'euro; in settori affollati come assicurazioni, legale o infissi si superano facilmente i tre-quattro euro. A questo va aggiunta la gestione: una campagna lasciata sola spreca budget rapidamente.
SEO: non si paga per clic ma per lavoro — analisi, contenuti, aspetti tecnici, monitoraggio. L'investimento è concentrato nei primi mesi e poi si stabilizza. Il costo per contatto tende a scendere nel tempo, all'opposto della pubblicità.
La domanda giusta non è «quanto costa» ma quanto vale un cliente per te. Se un lavoro medio ti porta duemila euro di ricavo, spendere trecento euro per acquisirlo è un affare. Se te ne porta cinquanta, no.
Quando non serve nessuno dei due
Questa parte raramente ve la dicono, ma capita più spesso di quanto sembri.
Se il tuo sito non converte, non portarci traffico. Mandare visite a un sito che non spiega cosa fai, non ha contatti visibili o impiega otto secondi a caricare significa pagare per far scappare le persone. Prima si sistema il sito, poi si porta traffico.
Se il tuo mercato non è su Google. Alcune attività B2B molto specialistiche non hanno volumi di ricerca significativi: i clienti arrivano da fiere, passaparola e relazioni dirette. In quei casi investire su LinkedIn o su contenuti tecnici di settore rende di più.
Se non hai capacità di rispondere. Generare venti richieste al mese quando riesci a evaderne cinque non serve: crea solo clienti scontenti e recensioni negative.
Come decidere in pratica
Tre domande, in ordine.
Quanto puoi aspettare? Se la risposta è «devo fatturare entro il mese», la SEO da sola non è la risposta. Se è «voglio costruire qualcosa di solido», sì.
Quanto vale un cliente? Valore alto giustifica il costo per clic; valore basso richiede volumi che di solito solo l'organico può sostenere in modo sostenibile.
Il tuo sito è pronto? Se non lo è, la prima spesa va lì. Puoi verificarlo in trenta secondi con il nostro strumento gratuito: velocità, aspetti tecnici e leggibilità sono i prerequisiti di qualunque investimento successivo.