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Sito hackerato: cosa fare subito (e cosa non fare).

11 giugno 2026 · Lettura: 6 min

Redirect verso siti strani, pagine spam nei risultati di Google, avvisi rossi del browser, email che finiscono in spam: se ti riconosci, è molto probabile che il tuo sito sia stato compromesso. Niente panico: ecco la sequenza giusta.

Sicurezza informatica e siti web
Indice dell’articolo
  1. Come capire se sei stato hackerato davvero
  2. Cosa fare subito
  3. Cosa NON fare
  4. Dopo la pulizia: mai più
  5. Perché i siti vengono hackerati
  6. Quanto costa far ripulire un sito

Come capire se sei stato hackerato davvero

I segnali più comuni che vediamo ogni settimana sui siti che ripuliamo:

  • Il sito reindirizza verso pagine sconosciute, soprattutto da smartphone o cliccando dai risultati di Google;
  • cercando il tuo dominio su Google compaiono pagine in altre lingue o su prodotti che non vendi;
  • il browser mostra l'avviso rosso “sito ingannevole” o “sito compromesso”;
  • le email aziendali finiscono in spam o vengono rifiutate;
  • l'hosting ti segnala malware o invii massivi di email dal tuo spazio.
Sicurezza informatica e siti web
Sito hackerato: cosa fare e cosa evitare
SituazioneFai questoNon fare questo
Appena te ne accorgiCambia le password di hosting, FTP, database e amministrazione — da un dispositivo pulitoNon cancellare i file sospetti: sono indizi per trovare il punto d'ingresso
I file infettiAnnota tutto: quando è successo, cosa hai visto, cosa hai toccatoNon eliminare alla cieca: lasceresti quasi sempre attiva una porta di servizio
Il backupVerifica che sia precedente all'intrusione, e che la falla sia chiusaNon ripristinare e basta: se il backup è successivo, ripristini anche il malware
I plugin di sicurezzaFai analizzare il sito da chi sa cercare le backdoor già attiveNon installarne tre a caso: non rimuovono ciò che è già dentro
Il problema in séAffrontalo subito: Google segnala i siti compromessi e il traffico crollaNon ignorarlo sperando passi: peggiora, e ogni giorno costa di più
Dopo la puliziaAggiornamenti regolari, firewall, backup fuori dal server, monitoraggioNon pensare che sia finita: senza prevenzione ti ribucano in pochi giorni
Nella grande maggioranza dei casi non sei stato preso di mira personalmente: i bot scandagliano la rete cercando software non aggiornato ed entrano da soli, a migliaia.

Cosa fare subito

  1. Non cancellare nulla. File sospetti e log sono indizi preziosi per trovare il punto d'ingresso: eliminarli alla cieca lascia quasi sempre attiva una porta di servizio.
  2. Cambia le password di hosting, FTP, database e amministrazione — da un dispositivo pulito.
  3. Annota tutto: quando hai notato i sintomi, cosa hai modificato di recente, quali plugin hai installato.
  4. Fai analizzare il sito da chi lo fa di mestiere. La pulizia seria passa da file e database: malware, utenti amministratori abusivi e backdoor nascoste nei punti più impensabili.

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Cosa NON fare

Non limitarti a ripristinare un backup: se il backup è successivo all'intrusione, ripristini anche il malware; e se la falla resta aperta, verrai bucato di nuovo in giorni. Non installare tre plugin di sicurezza a caso: non rimuovono le backdoor già attive. E non ignorare il problema perché “tanto il sito si vede”: ogni giorno di compromissione peggiora la reputazione del dominio su Google e la consegna delle tue email. Vale la pena ricordare che, davanti a un sito bucato, la fretta \u00e8 una cattiva consigliera: le mosse improvvisate \u2014 ripristinare a caso, cancellare file, installare strumenti a caso \u2014 spesso peggiorano la situazione o distruggono le tracce che servono a capire come sono entrati. Meglio fermarsi, mettere in sicurezza gli accessi e affidarsi a chi sa dove guardare.

Audit gratuito. Se sospetti una compromissione, richiedi il nostro audit gratuito: analizziamo il sito e ti diciamo cosa è stato colpito, quanto è grave e cosa serve per ripulirlo. Nella maggior parte dei casi il sito torna operativo in 24–48 ore.

Dopo la pulizia: mai più

La rimozione del malware è metà del lavoro; l'altra metà è non farlo succedere di nuovo: aggiornamenti regolari, firewall applicativo, backup fuori dal server e monitoraggio. È esattamente ciò che coprono i piani di manutenzione — che costano una frazione di una singola emergenza. La differenza è la stessa che passa tra installare un antifurto e chiamare i soccorsi dopo un furto: prevenire costa poco e lavora in silenzio, rincorrere un’emergenza costa molto di più, in denaro e in giorni di sito offline. Aggiornamenti regolari, un firewall applicativo, backup conservati fuori dal server e un monitoraggio che segnala le anomalie riducono drasticamente la probabilità di ritrovarsi da capo, e ti fanno dormire più tranquillo.

Perché i siti vengono hackerati

Nella grande maggioranza dei casi non sei stato preso di mira personalmente: gli attacchi sono automatici. Dei bot scandagliano la rete in cerca di siti con software non aggiornato — un CMS, un tema o un plugin con una vulnerabilità nota — e quando lo trovano entrano da soli, a migliaia, senza alcun intervento umano. Le cause più frequenti sono quasi sempre le stesse: componenti non aggiornati, password deboli o riutilizzate, plugin scaricati da fonti non ufficiali, permessi dei file troppo aperti e l'assenza di un firewall applicativo. Raramente è una questione di sfortuna: quasi sempre è una porta lasciata aperta che qualcuno, prima o poi, prova ad aprire.

Capire questo cambia l'approccio: se l'attacco è automatico e sfrutta falle note, allora la difesa è altrettanto sistematica — tenere tutto aggiornato, chiudere gli accessi inutili e monitorare. Non serve essere un bersaglio importante per finire nel mirino: basta essere raggiungibili e vulnerabili.

Quanto costa far ripulire un sito

Non esiste un prezzo unico, perché dipende da quanto è profonda la compromissione: un'infezione superficiale, individuata presto, si risolve in poche ore; un sito con backdoor multiple, database manomesso e mesi di attività malevola alle spalle richiede molto più lavoro di analisi e bonifica. Pesano anche altri fattori: se esiste un backup pulito recente, se il sito è già stato segnalato da Google e va chiesta la riconsiderazione, e se nel frattempo l'attività è rimasta offline con perdita di clienti e ordini.

Il confronto più utile, però, è un altro: ripulire dopo costa quasi sempre di più che proteggere prima. Un piano di manutenzione e sicurezza ha un costo annuo contenuto e lavora in silenzio; una singola emergenza, tra bonifica, ripristino e giorni di sito fermo, vale spesso diverse volte tanto. Se sei nel mezzo di un attacco adesso, però, la priorità non è il preventivo: è intervenire in fretta.

Sito hackerato in questo momento? Non aspettare: prima si interviene, meno danni. Scrivici ora su WhatsApp e ti rispondiamo il prima possibile.

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Domande frequenti
Cosa fare subito se il sito è stato hackerato?

Non cancellare file a caso: servono per capire come sono entrati. Isola il sito, cambia le password, analizza l’attacco, bonifica, ripristina da un backup pulito e chiudi la falla. Prima si interviene, meno danni si subiscono.

Come capisco se il mio sito è compromesso?

Segnali tipici: reindirizzamenti strani, contenuti o spam che non hai pubblicato, avvisi di Google, rallentamenti improvvisi o accessi anomali. Al primo dubbio conviene far analizzare il sito da chi se ne occupa.

Perché il mio sito è stato hackerato?

Quasi sempre non è personale: gli attacchi sono automatici. Dei bot cercano siti con software non aggiornato, password deboli o plugin vulnerabili ed entrano da soli. Non serve essere un bersaglio importante, basta essere raggiungibili e vulnerabili.

Quanto costa far ripulire un sito hackerato?

Dipende dalla profondità della compromissione, dalla presenza di un backup pulito e dall'eventuale segnalazione di Google. Un'infezione superficiale si risolve in poche ore; un sito con backdoor multiple richiede molto più lavoro. In ogni caso, prevenire con un piano di manutenzione costa quasi sempre meno di una singola emergenza.

Cosa NON devo fare se scopro un attacco?

Non cancellare file a caso e non ripristinare un backup senza aver capito come sono entrati: rischi di perdere le tracce dell'attacco o di reinfettare il sito. Evita anche di ignorare il problema sperando che passi: il malware tende a diffondersi e a peggiorare.

Come evito che il sito venga hackerato di nuovo?

Con la prevenzione: aggiornamenti regolari di CMS, temi e plugin, password forti e uniche, un firewall applicativo, backup conservati fuori dal server e un monitoraggio che segnala le anomalie. È esattamente ciò che coprono i piani di manutenzione.

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