Sicurezza — Emergenze & Prevenzione

Sito hackerato? Lo blindiamo.

Redirect verso siti strani, pagine spam su Google, l'avviso rosso del browser, la mail che finisce nello spam: se qualcosa non torna, ti aiutiamo a capire cosa sta succedendo e a rimettere in sicurezza il sito. Rimozione malware, sblocco dalla blacklist di Google e monitoraggio, con un referente umano che ti spiega ogni passaggio.

Sito compromesso adesso? Malware attivo, redirect strani, avviso di Google: scrivici su WhatsApp.
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01 — Come accorgersene

I sei segnali che troviamo più spesso.

Un sito hackerato raramente "si spegne". Più spesso continua a funzionare mentre lavora contro di te, di nascosto. Ecco i segnali più comuni da tenere d'occhio: se ne noti anche uno solo, vale la pena farlo controllare.

Redirect inaspettati

Apri il sito e vieni portato altrove: scommesse, farmaci, contenuti per adulti. Spesso accade solo da smartphone o solo arrivando da Google, per sfuggire ai controlli.

Pagine spam su Google

Cercando il tuo nome su Google compaiono pagine in giapponese, farmaci o offerte che non hai mai pubblicato. È il classico "SEO spam" iniettato dagli hacker.

Avviso del browser

Chrome, Safari o Firefox mostrano una schermata rossa "Sito ingannevole" o "Il sito potrebbe danneggiare il tuo dispositivo". A quel punto quasi nessuno entra più.

Email nello spam

Le mail inviate dal tuo dominio finiscono nello spam dei clienti o vengono respinte. Spesso significa che il server è usato per inviare posta indesiderata.

Sito lento o instabile

Rallentamenti improvvisi, picchi di traffico anomali, errori che prima non c'erano: spesso è il segno di processi malevoli che girano in sottofondo consumando risorse.

File modificati

File del sito con date di modifica recenti che tu non hai toccato, nuovi utenti amministratori comparsi dal nulla, plugin o codice che non ricordi di aver installato.

02 — I primi minuti

Prima che ci chiami: cosa non toccare.

Nelle prime ore dopo aver scoperto un attacco è facile peggiorare la situazione per il panico. Ecco la differenza tra le mosse che ti proteggono e quelle che, purtroppo, distruggono le prove o cancellano l'unica via di recupero. Se vuoi la procedura completa passo per passo, l'abbiamo scritta nella guida sito hackerato: cosa fare subito.

Cosa fare

Le mosse che limitano i danni e tengono aperte le strade di recupero.

  • ✓Metti il sito offline o in manutenzione.Blocchi la diffusione del malware ai visitatori e fermi eventuali invii di spam dal server, evitando di peggiorare la reputazione del dominio.
  • ✓Cambia tutte le password, non solo una.Pannello di controllo, FTP, database, hosting, email e account amministratore: se ne dimentichi una, l'attaccante rientra dalla porta lasciata aperta.
  • ✓Fai un backup dello stato attuale, anche se infetto.È la "scena del crimine": serve a capire come sono entrati e a recuperare eventuali contenuti. Cancellare tutto d'istinto elimina anche le prove.
  • ✓Avvisa l'hosting e conserva ogni messaggio di Google.Il provider può isolare il server e fornire log preziosi; le notifiche di Search Console dicono esattamente cosa Google ha rilevato.
  • ✓Contatta un professionista prima di "smanettare".Un occhio esperto capisce in fretta la portata del problema ed evita che tentativi improvvisati compromettano l'unica copia recuperabile.

Cosa non fare

Gli errori più comuni, quelli che trasformano un problema in un disastro.

  • ✗Non cancellare tutto d'impulso.Eliminare file a caso o azzerare il sito distrugge le prove, e spesso anche i contenuti recuperabili, senza rimuovere davvero l'infezione, che può nascondersi altrove.
  • ✗Non pagare mai un riscatto.Nessuna garanzia di riavere l'accesso, ti segnala come bersaglio pagante e finanzia altri attacchi. Nella quasi totalità dei casi esistono strade di recupero alternative.
  • ✗Non limitarti a cambiare una sola password.Se l'attaccante ha lasciato un accesso nascosto (backdoor) nel codice, cambiare la password del pannello non serve a nulla: rientra comunque.
  • ✗Non ripubblicare senza bonifica completa.Rimettere online un backup ancora infetto o non ripulito riporta subito il problema, e Google può bloccarti di nuovo, allungando i tempi di recupero.
  • ✗Non ignorare l'avviso di Google.Sperare che "passi da solo" fa crollare traffico e reputazione ogni giorno che passa. La rimozione dalla blacklist va richiesta, ma solo dopo aver ripulito davvero.
03 — Cosa facciamo

Dall'emergenza alla tranquillità.

Che tu abbia bisogno di un intervento urgente o di dormire sonni tranquilli, seguiamo l'intero percorso: fermare l'attacco, ripulire, rimettere online e proteggere nel tempo.

01 — Pronto intervento

Fermiamo l'emergenza.

Quando ci contatti per un sito già colpito, la prima cosa è contenere il danno: isoliamo il sito, blocchiamo redirect e invii di spam, mettiamo in sicurezza gli accessi e facciamo una copia forense dello stato attuale prima di toccare qualsiasi cosa.

In parallelo capiamo la portata reale del problema: quali file sono stati modificati, se ci sono backdoor nascoste, se il database è compromesso e da quanto tempo dura l'infezione. Solo con questo quadro chiaro ha senso iniziare a intervenire, senza mosse improvvisate che rischiano di peggiorare la situazione o di cancellare le prove utili al recupero e alla comprensione dell'attacco. Documentiamo ogni passaggio, così avrai un quadro chiaro di cosa è accaduto e quando. Nulla viene toccato a caso: prima si osserva, poi si agisce, sempre con una copia di sicurezza da parte.

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02 — Bonifica

Rimuoviamo il malware.

Ripuliamo il sito alla radice: eliminiamo codice malevolo, file iniettati, utenti fantasma e backdoor, controllando ogni file e ogni tabella del database. Non ci limitiamo a rimuovere ciò che si vede: cerchiamo i punti d'ingresso e le repliche nascoste che farebbero tornare il problema pochi giorni dopo.

Dove possibile ripristiniamo i contenuti sani da un backup pulito, altrimenti bonifichiamo l'installazione esistente file per file. Aggiorniamo poi il CMS, i temi e i plugin, chiudiamo le vulnerabilità sfruttate dall'attacco e verifichiamo che il sito torni a funzionare esattamente come prima, ma senza l'infezione e senza sorprese residue nascoste nel codice. Testiamo poi ogni funzione del sito prima di rimetterlo online, per non lasciare nulla al caso.

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03 — Ripristino Google

Ti sblocchiamo da Google.

Se il sito è finito nella blacklist di Google o mostra l'avviso "Sito ingannevole", lo recuperiamo. Prima ci assicuriamo che la bonifica sia completa e verificata, perché chiedere la revisione con il sito ancora infetto allunga solo i tempi e può portare a un blocco ancora più duro.

Poi gestiamo la richiesta di riesame tramite Google Search Console, documentando gli interventi svolti e rispondendo agli eventuali rilievi. Seguiamo la pratica fino alla rimozione dell'avviso, così il sito torna visibile nei risultati e i visitatori tornano a fidarsi, recuperando il traffico e la reputazione persi durante il periodo di blocco del sito. Ti spieghiamo anche come leggere le notifiche di Search Console, così sai sempre a che punto è la pratica. Nel frattempo lavoriamo perché il calo di traffico duri il meno possibile e il recupero sia rapido.

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04 — Prevenzione

Facciamo in modo che non riaccada.

Un sito ripulito ma lasciato senza protezione viene ricolpito in fretta. Per questo, dopo la bonifica, mettiamo in sicurezza l'installazione: aggiornamenti costanti, credenziali robuste, permessi corretti sui file, firewall applicativo e backup automatici verificati, così da avere sempre una copia sana da cui ripartire in caso di necessità.

Con il monitoraggio continuo teniamo d'occhio il sito e ti avvisiamo ai primi segnali sospetti, spesso prima che tu o i tuoi clienti ve ne accorgiate. Un solo referente segue tutto, ti spiega cosa è successo e cosa abbiamo fatto in parole comprensibili, e resta a disposizione: la sicurezza non è un intervento una tantum, ma un presidio costante nel tempo. Ti lasciamo istruzioni semplici e un punto di contatto diretto per qualsiasi dubbio futuro.

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04 — Cosa succede dopo

Cosa succede quando ci contatti.

Niente attese al buio e niente linguaggio incomprensibile. Dal momento in cui ci scrivi, sai sempre a che punto siamo e cosa stiamo facendo. Ecco come si svolge, passo dopo passo.

01
Entro poche ore

Ci scrivi e ti rispondiamo

Compili il form qui sotto con l'indirizzo del sito e cosa hai notato, oppure ci scrivi su WhatsApp. Ti rispondiamo entro 24 ore, e per le emergenze molto prima: la prima risposta è di una persona vera, non di un ticket automatico. Ti facciamo qualche domanda per inquadrare subito la situazione.

02
Gratuito · Senza impegno

Audit gratuito del sito

Analizziamo il sito per capire cosa sta succedendo davvero: che tipo di compromissione è, quanto è estesa, se c'è di mezzo la blacklist di Google, da quanto dura. Ti diciamo con chiarezza cosa abbiamo trovato, senza tecnicismi inutili e senza allarmismi per gonfiare il conto.

03
Prima di iniziare

Preventivo chiaro e tempi certi

Ti presentiamo un preventivo trasparente, voce per voce, con i tempi realistici di intervento. Sai in anticipo cosa paghi e cosa ottieni: nessun costo a sorpresa, nessuna clausola nascosta. Decidi tu se procedere, con tutte le informazioni in mano.

04
L'intervento

Bonifica e messa in sicurezza

Entriamo in azione: ripuliamo il sito, chiudiamo le falle, ripristiniamo i contenuti sani e, se serve, gestiamo lo sblocco da Google. Durante tutto il lavoro ti teniamo aggiornato sui progressi, così sai sempre a che punto siamo senza doverci rincorrere.

05
Dopo il lancio

Report, protezione e monitoraggio

A lavoro finito ti consegniamo un report di cosa è successo e cosa abbiamo fatto, in parole comprensibili. Attiviamo le protezioni per evitare che riaccada e, se lo desideri, il monitoraggio continuo. Resta un referente a disposizione: la porta rimane aperta anche dopo.

Domande frequenti
Come proteggete un sito web?

Con aggiornamenti regolari, backup automatici testati, certificato HTTPS, firewall applicativo, monitoraggio e rimozione malware. Interveniamo sia in prevenzione sia in emergenza, se il sito è già stato compromesso.

Il mio sito è stato hackerato: potete aiutarmi?

Sì: isoliamo il sito, analizziamo l’attacco, bonifichiamo, ripristiniamo da un backup pulito e chiudiamo la falla. Prima si interviene, meno danni si subiscono.

Offrite un servizio di manutenzione continua?

Sì: un piano di sicurezza con aggiornamenti, backup e monitoraggio costante, così il sito resta protetto nel tempo e tu hai un referente da chiamare quando serve.

Analisi gratuita

Il tuo sito è protetto?

HTTPS, certificato SSL, protezioni consigliate: la nostra analisi gratuita ti dice subito se manca qualcosa, senza registrazione e senza impegno.

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Audit di sicurezza gratuito.

Raccontaci cosa sta succedendo al tuo sito. Analizziamo la situazione senza impegno e ti diciamo con chiarezza cosa fare. Per le emergenze, scrivici direttamente su WhatsApp per una risposta più rapida.

Per le emergenze usa WhatsApp: è più rapido. Il form va bene per audit e verifiche non urgenti.

Domande frequenti

Le domande che ci fanno più spesso.

Il mio sito è stato hackerato: cosa devo fare subito?

La prima cosa è non farsi prendere dal panico e non cancellare tutto d'istinto. Se puoi, metti il sito in modalità manutenzione o mettilo offline: così eviti che il malware raggiunga i visitatori e che il server continui a inviare spam, peggiorando la reputazione del dominio.

Poi cambia tutte le password, non solo quella del pannello: hosting, FTP, database, email e account amministratore. Fai una copia dello stato attuale del sito, anche se infetto, perché serve a capire come sono entrati e a recuperare i contenuti. Infine, prima di iniziare a smanettare, contatta un professionista: spesso i tentativi improvvisati distruggono l'unica copia recuperabile. Se vuoi, scrivici: l'analisi iniziale è gratuita.

Come faccio ad accorgermi che il sito è compromesso?

I segnali più comuni sono redirect verso siti sconosciuti (spesso scommesse o farmaci, a volte solo da smartphone), pagine spam che compaiono su Google a nome del tuo dominio, l'avviso rosso "Sito ingannevole" del browser, e le email che finiscono nello spam o vengono respinte.

Altri indizi più tecnici: rallentamenti improvvisi, picchi di traffico anomali, file con date di modifica recenti che non hai toccato, nuovi utenti amministratori comparsi dal nulla o plugin che non ricordi di aver installato. Raramente un sito hackerato "si spegne": più spesso continua a funzionare mentre lavora contro di te di nascosto. Se noti anche uno solo di questi segnali, vale la pena farlo controllare.

Quanto costa la rimozione del malware?

Dipende da quanto è estesa l'infezione, dal tipo di sito e da cosa serve recuperare, quindi non esistono cifre valide per tutti. Quello che possiamo garantirti è il metodo: prima facciamo un'analisi gratuita per capire la reale portata del problema, poi ti presentiamo un preventivo chiaro, voce per voce, con i tempi.

Sai in anticipo cosa paghi e cosa ottieni, senza costi a sorpresa e senza allarmismi gonfiati per far lievitare il conto. Decidi tu se procedere, con tutte le informazioni in mano. Un sito ripulito bene una volta costa quasi sempre meno di ripararlo a più riprese perché l'infezione era stata rimossa solo in superficie.

In quanto tempo intervenite?

Rispondiamo a ogni richiesta entro 24 ore, e per le emergenze — sito giù, danni in corso, blacklist attiva — molto prima. Per questo nel form trovi un campo dedicato all'urgenza: ci aiuta a dare la giusta priorità alle richieste che non possono aspettare.

I tempi dell'intervento vero e proprio dipendono dalla gravità: una bonifica semplice può richiedere poche ore, un caso complesso con più siti coinvolti o database compromessi qualche giorno. In ogni caso, dopo l'audit iniziale ti diamo una stima realistica dei tempi prima di iniziare, e durante il lavoro ti teniamo aggiornato sui progressi.

Su quali piattaforme lavorate?

Interveniamo su WordPress e WooCommerce — di gran lunga i più colpiti — ma anche su siti sviluppati su misura, in PHP, e sulle principali piattaforme e-commerce. WordPress è il bersaglio più frequente proprio per la sua diffusione e per i tanti plugin di terze parti che, se non aggiornati, aprono facilmente delle falle.

Qualunque sia la tecnologia, l'approccio non cambia: capire come sono entrati, ripulire alla radice, chiudere le vulnerabilità e mettere in sicurezza. Se non sei sicuro di come è fatto il tuo sito, non è un problema: ce lo dici nel form e lo verifichiamo noi durante l'analisi iniziale.

Il sito è finito nella blacklist di Google: lo recuperate?

Sì. Quando Google marca un sito come "ingannevole" o "che può danneggiare il dispositivo", il traffico crolla perché quasi nessuno supera quella schermata rossa. Noi prima ripuliamo davvero il sito, poi gestiamo la richiesta di riesame tramite Google Search Console.

Questo ordine è fondamentale: chiedere la revisione con il sito ancora infetto allunga solo i tempi e può portare a un blocco più severo. Documentiamo gli interventi svolti, rispondiamo agli eventuali rilievi di Google e seguiamo la pratica fino alla rimozione dell'avviso, così il sito torna visibile e i visitatori tornano a fidarsi. Recuperare la reputazione perduta richiede metodo, ma è del tutto fattibile.

Ho ricevuto una richiesta di riscatto: devo pagare?

No, non pagare. Un riscatto non ti dà nessuna garanzia di riavere l'accesso, ti segnala come bersaglio disposto a pagare — e quindi da colpire di nuovo — e di fatto finanzia altri attacchi. Nella quasi totalità dei casi esistono strade di recupero alternative che non passano dal pagamento.

Se hai ricevuto una richiesta del genere, la cosa migliore è isolare il sito, conservare ogni messaggio e schermata come prova, e farci contattare per valutare le opzioni concrete di recupero. Spesso da un backup pulito o dalla bonifica dell'installazione esistente si torna operativi senza cedere a nessun ricatto.

Come evito che succeda di nuovo?

Un sito ripulito ma lasciato senza protezione viene spesso ricolpito in fretta, perché la falla che è stata sfruttata resta lì. Per questo la prevenzione fa parte del nostro lavoro: aggiornamenti costanti di CMS, temi e plugin, credenziali robuste, permessi corretti sui file, un firewall applicativo e backup automatici verificati, così da avere sempre una copia sana da cui ripartire.

A questo si aggiunge il monitoraggio continuo, che tiene d'occhio il sito e segnala i primi movimenti sospetti, spesso prima che tu o i tuoi clienti ve ne accorgiate. La sicurezza non è un intervento una tantum, ma un presidio nel tempo: è la differenza tra spegnere un incendio e installare i rilevatori di fumo.

Offrite un monitoraggio continuo dopo la pulizia?

Sì. Dopo la bonifica puoi attivare un monitoraggio continuo: teniamo d'occhio il sito, i file e l'attività sospetta, e ti avvisiamo ai primi segnali, in modo da poter intervenire prima che un piccolo problema diventi una nuova emergenza.

Insieme al monitoraggio manteniamo aggiornati gli aggiornamenti di sicurezza e verifichiamo periodicamente i backup, così sono sempre pronti e funzionanti quando servono. Un solo referente segue tutto e resta a disposizione: se noti qualcosa di strano, ti basta un messaggio e ci pensiamo noi.

Operate in tutta Italia?

Sì. Siamo una web agency di Bassano del Grappa, ma la messa in sicurezza dei siti la gestiamo interamente da remoto, quindi lavoriamo con clienti in tutta Italia e anche all'estero. Per questo tipo di intervento non serve la presenza fisica: tutto ciò che conta avviene sul server e sul sito.

Quello che non cambia, ovunque tu sia, è avere un referente umano che ti risponde, ti spiega cosa sta succedendo in parole comprensibili e ti segue fino alla soluzione. Puoi scriverci dal form o su WhatsApp: per le emergenze la chat è spesso il canale più rapido.